Note biografiche

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Mario Ciusa Romagna nasce a Nuoro il 6 marzo del 1909, nel rione Gutturu’e forredda, oggi via XX Settembre.

Il padre Salvatore è il fratello maggiore di Francesco Ciusa Romagna, il celebre scultore autore de La madre dell’ucciso. La madre Maria Veronica Romagna è di Oliena.

Trascorre l’infanzia a Nuoro. Studi superiori al Ginnasio di Nuoro, quindi Liceo e Università a Firenze, dove conseguì la laurea in Lettere nel 1933 con una tesi sul rapporto tra il romanzo europeo e quello deleddiano, relatore Attilio Momigliano.

A Firenze conosce Maria Luisa Valla (nata ad Albenga nel 1915), studentessa di Lettere antiche, con la quale si sposerà nel 1939 e trascorrerà tutta la vita.
Subito dopo la laurea rientra a Nuoro dove insegnerà Lettere all’Istituto Magistrale e quindi al Liceo Classico Giorgio Asproni. È il primo sindaco di Nuoro dopo la liberazione dal 1943 al 1944. Si trasferisce a Cagliari nel 1959.

Negli anni della gioventù si riveleranno decisivi per la sua formazione incontri con esponenti di spicco della mondo culturale, tra cui Gonario Pinna, Salvatore Satta, il grande filologo tedesco Max Leopold Wagner e Indro Montanelli. Conobbe quest’ultimo a Nuoro dove il padre Sestilio, un grande francesista, dirigeva l’Istituto magistrale. Si ritroveranno qualche anno più tardi a Firenze, dove Indro studiava Giurisprudenza.

Nella sua lunga carriera di docente vedrà crescere tra i banchi di scuola, prima a Nuoro e poi a Cagliari, più di tremila allievi. Tra questi due docenti della Normale di Pisa come Giuseppe Are e Fausto Satta, la poetessa Lucia Pinna e l’ex arcivescovo di Cagliari Pietro Ottorino Alberti.

Fu anche critico d’arte e organizzatore di grandi eventi e manifestazioni culturali. Ha collaborato con Radio Sardegna, con quotidiani e periodici nazionali e sardi (l’Unione Sarda, la Nuova Sardegna, Ichnusa).
È stato tra gli ideatori e fondatori del premio letterario “Grazia
Deledda” (1952) e della Biennale d’Arte “Premio Sardegna” di Nuoro (1953).
Ha curato la prima edizione dei “Canti” di Sebastiano Satta per Lo Specchio, Mondadori.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo “La pietra e il muschio” (Tema, Cagliari, 2005, pp. 198), un volume che contiene venticinque racconti (editi e inediti) scritti nell’arco di oltre trent’anni, dal 1932 al 1964. Nelle intenzioni dell’autore le due parole simboleggiano così, nell’ordine, il mutamento storico e l’eterno presente ciclico: da una parte il ciottolo di pietra che rotola e scintilla e dall’altra il muschio o lichene dove il moto stesso della materia si attutisce e si spegne. Secondo il critico Leandro Muoni il testo si inserisce con perfetta naturalezza nel solco di una tradizione illustre, quella che prende le mosse da Sebastiano Satta, Francesco Ciusa, Grazia Deledda e approda a Salvatore Satta. Muoni, oltre ad evidenziare il grande spessore letterario e stilistico, evidenzia una funzione di rottura dell’opera, soprattutto rispetto a quelli che definisce i miti e i riti imperativi dell’”orgoglio identitario” e – scrive – “a certe inveterate convenzioni proprio nel momento in cui il suo autore si sofferma a scandagliare ulteriormente il tema più obbligato che possa immaginarsi: il tema del luogo, della memoria, del processo temporale e dell’identità. In particolare, rompe un certo clima di provincialismo strisciante che insiste da tempo, a sua insaputa, sulla società culturale isolana, un clima permeato di narcisismo e sciovinismo.”

Sempre per la casa editrice Tema (Cagliari 2005) pubblicherà anche “Cronache d’arte, movimenti, tendenze, protagonisti del Novecento in Sardegna”, un volume curato da Manlio Brigaglia che raccoglie le più significative cronache d’arte scritte in un arco di oltre settant’anni, tra il 1933 e il 2004.

È stato fino all’ultimo giorno l’intellettuale e l’uomo di sempre, attento, moderno nei pensieri e nelle azioni, generoso e sempre impegnato, di grande profondità morale, fermo nelle sue convinzioni ma pronto a rivederle, una figura di uno spessore intellettuale ed etico al passo con i tempi e la storia.

È morto a Cagliari il 18 novembre 2006.

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